GLI UOMINI SONO TUTTI TRADITORI

AURA LUMI
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Bandella di sinistra

È ancora possibile al giorno d’oggi avere fiducia nell’universo maschile? Può ancora la donna sperare di avere al proprio fianco un compagno fedele e premuroso e un buon padre per i propri figli? Il titolo del libro è fin troppo chiaro, e ben rivela le intenzioni dell’ autrice: denunciare, senza mezzi termini né falsi moralismi, le basse e volgari abitudini degli “ometti” che popolano il mondo. “Tra le mani” di Elena – massaggiatrice, profonda conoscitrice di tecniche e tradizioni indiane - sfila un campionario di uomini soli, malgrado il matrimonio, compresi nel loro piacere, egoisti e poveri d’animo. Soprattutto, inconsapevoli della loro miseria, estranei a ogni forma di bellezza. La protagonista li asseconda, per convenienza, ma li giudica.  Colpevoli, senza possibilità di appello.



Bandella di destra

Una storia “semplice”, dove semplicità non è sinonimo di banalità ma di squisita capacità di sintesi. Con l’espediente della confessione diaristica, Aura Lumi ci presenta il suo dipinto di una società allo sbando: pennellate veloci, ma precise e lucide, dove i colori primari si fondono per creare tutte le sfumature necessarie a rendere tutte le pieghe di esistenze vuote. Una scrittura sobria, precisa, che non si compiace di perdersi in particolari scabrosi ma si fa rigorosa portavoce di una realtà. Un diario, sì, ma con il ritmo e la verve di un racconto. Colpisce la capacità della Lumi di fascinare con tecnica narrativa di prim’ordine, l’abilità di creare caratteri e manie con tratti veloci e sicuri, il gusto di intrattenere il lettore in un’amabile conversazione.



Quarta di copertina

Un viaggio in quella fetta di vita segreta che tutti gli uomini hanno, anche quelli più insospettabili, nonostante cerchino di nasconderla o mimetizzarla. Li osservo, ed è come se li vedessi nella loro giusta dimensione, con la pistola nelle mutande, pronti a sparare e con la testa colma di farfalle. Mi fanno un po’ pena, così tormentati e soli, sembra che non abbiano nessuno con cui parlare di sé stessi, dei loro stati d’animo, dei loro sentimenti,
bisognosi di conforto e rassicurazione, come bambini sbandati alla ricerca di qualcuno che si prenda cura di loro.

Massimiliano arriva sempre trafelato, con la paura che la moglie lo scopra. Ha la mania di controllare il telefonino e la fretta di tornare a casa. Ha un importante studio in centro, una casa elegante, una villa in costa
Azzurra, uno yacht, una bella e giovane moglie e tra un mese arriverà un baby. Nel corso delle sue visite sono stata informata su tutte le fasi e gli aspetti della gravidanza, comprese nausee ed ecografie. Ha pure il coraggio di dire che lui ama molto sua moglie e che non le farebbe mai del male. Gli uomini hanno un’idea dell’amore un po’ stravagante.

 

Prefazione

È ancora possibile al giorno d’oggi avere fiducia nell’universo maschile e in ciò che esso rappresenta?
Può ancora la donna sperare di avere al proprio fianco per tutta la vita un compagno fedele e premuroso e un buon padre per i propri figli? La risposta a simili domande, di cui l’autrice si fa portavoce, è insita nel titolo del libro: gli uomini sono tutti traditori, e con questa triste realtà la donna è chiamata a fare i conti ogni giorno. Partendo da tale irrinunciabile presupposto Aura Lumi si propone pertanto di portare alla luce, senza mezzi termini né falsi moralismi, le basse e volgari abitudini degli “ometti” che popolano il mondo moderno, conducendo una spietata indagine spinta fin nelle pieghe più recondite della loro vuota esistenza.

Lo spunto narrativo

La protagonista della vicenda, che parla in prima persona e a cui l’autrice delega chiaramente le proprie idee e le proprie convinzioni, è Elena, ragazza intraprendente e affascinante, che, partita per l’Asia subito dopo aver portato a termine gli studi universitari, ormai da tre anni vive lontana da casa e dalla famiglia. L’India in particolare, dove ha trascorso l’ultimo anno in compagnia di alcuni amici, le è entrata nel cuore e pare averle fatto abbandonare ogni proposito di rientrare in Italia. Tuttavia la notizia della morte improvvisa della bisnonna, con cui la ragazza aveva da sempre un rapporto speciale e molto stretto, la coglie impreparata e la costringe a un immediato ritorno a Milano: è questo l’evento che, come lei stessa non manca di sottolineare, dà una svolta decisiva alla sua vita. La bisnonna Iolanda le ha lasciato infatti in eredità uno splendido appartamento affacciato sul Duomo, quello che una volta era stato lo studio da avvocato del bisnonno e in cui Elena conserva dolci e nostalgici ricordi di bambina. La ragazza si convince pertanto a restare almeno per qualche tempo in Italia, pensando al modo migliore per sfruttare l’appartamento nel pieno centro di Milano di cui è da poco entrata in possesso. Forte delle conoscenze acquisite in India attraverso lo studio degli usi e delle tradizioni locali, decide di mettere su un’attività in proprio, offrendo lezioni di yoga, di meditazione e massaggi ayurvedici.


Diario di un’esperienza

Esaurito così il breve spazio dell’antefatto si entra nel cuore del libro, che prende da qui in poi la forma di un diario. Elena, assunto con i propri clienti lo pseudonimo di Dora, affida ogni sera alla pagina scritta il resoconto
minuzioso degli incontri avuti nel corso della giornata con i vari “esemplari” della specie maschile che, sempre più numerosi, bussano alla sua porta. A tutti Dora illustra i propri trattamenti con serietà e competenza,
ma l’interesse che gli uomini dimostrano nei suoi confronti va ben al di là delle proprietà rilassanti di un semplice massaggio: molto spesso non si fanno problemi a chiedere “trattamenti speciali” volti alla soddisfazione immediata del proprio desiderio, compiacendosi nello svalutare agli occhi della giovane massaggiatrice la propria unione coniugale e arrivando persino a deridere apertamente la cieca fedeltà della propria moglie. Dora è bravissima a farsi beffe di loro: si limita a soddisfarne, fin dove possibile, le richieste e finge molto spesso una partecipazione e un interesse tutt’altro che reali. A volte, spinta dalla compassione per le povere mogli ignare di tutto, prova persino a far ragionare qualcuno dei tanti ridicoli “omini” che sono ormai diventati suoi clienti abituali, ma ben presto deve cedere di fronte all’evidente impossibilità di comunicazione con un universo tanto vasto e aberrante, di cui fanno parte indifferentemente medici, commercialisti, macellai e ferrovieri. Persa così ogni speranza in una possibile redenzione del genere maschile, Elena comprende l’importanza “scientifica” della sua indagine: essa diventa per lei un mezzo prezioso per studiare a fondo e da vicino il comportamento dei rappresentanti del cosiddetto sesso forte, mettendone a nudo tutte le ridicole debolezze, troppo spesso mascherate da sciocchi atteggiamenti di superiorità. Ad ogni cliente Elena-Dora affibbia un buffo soprannome, che di volta in volta ne sottolinea le assurde fissazioni – basti pensare a Claudio Paperine, che la costringe ad ogni appuntamento a indossare un paio diverso di scarpe di questo tipo – o le abitudini più per-verse – come nel caso di Gianni Bevitore, che alla fine del trattamento non manca mai di ingurgitare tutto d’un fiato il proprio sperma. A tutti Dora elargisce sorrisi e con tutti cerca di dimostrarsi condiscendente, nonostante rimanga spesso profondamente irritata dalla loro spavalderia e talvolta disgustata dalla loro inutile volgarità. Proprio per questo non mancherà di prendersi, alla fine della sua esperienza, una piccola rivincita, preparata ad arte e condotta a termine nelle battute finali del libro.
 

Un’utile testimonianza

L’autrice ha dunque modo di portare avanti «un viaggio esplorativo in quella fetta di vita segreta che tutti gli uomini hanno, anche quelli più insospettabili, nonostante cerchino di nasconderla o mimetizzarla»: così lei stessa definisce la propria esperienza nell’incipit del libro. La metafora del viaggio che si svolge, forse non per caso, lungo cento capitoli, non può non richiamare alla mente il ben più noto viaggio dantesco, narrato attraverso i cento canti di Inferno, Purgatorio e Paradiso. La protagonista non arriverà, diversamente da Dante, a una redenzione finale, in quanto non è lei in questo caso ad aver peccato, ma è tutto ciò che la circonda ad essere corrotto e quasi privo di senso ai suoi occhi. Tuttavia Dora, esplorando gli abissi dell’infedeltà e della perversione degli uomini, affronta un percorso paradigmatico che le permette di raggiungere alla fine uno stato
di profonda consapevolezza della realtà. La “discesa agli inferi” la mette a contatto e a confronto con tutta la varia umanità che si agita nel mondo e risulta così funzionale, per lei come già per Dante, all’acquisizione di
un’esperienza che serve senza dubbio a sé stessa, ma che possa soprattutto fungere da testimonianza e da monito per gli altri. È proprio questo lo scopo che sta dietro all’idea stessa del libro, concepito non a caso come un diario: Elena sceglie di non risparmiare niente e nessuno e riesce a lasciare una forte impressione sul lettore riportando spesso in forma diretta, attraverso un uso accorto del dialogo, i pensieri dei propri clienti. E il fatto che per lo più i discorsi tendano a convergere sempre sugli stessi nodi – infedeltà, sesso, godimento immediato, mancanza di rispetto – non fa altro che avvalorare la tesi di una diffusa ipocrisia e malafede degli uomini: è necessario mettere in guardia il pubblico femminile e renderlo finalmente consapevole dei rischi cui è continuamente esposto.
 

Tutto è perduto?

Viene da chiedersi, a questo punto, se la decisa condanna del genere maschile che l’autrice mette in bocca alla propria “eroina” sia davvero insindacabile e priva di una qualsiasi via d’uscita: gli uomini sono tutti traditori,
senza alcuna eccezione? La donna è costretta a rinunciare alla speranza di instaurare con una persona dell’altro sesso un rapporto sano e appagante? Mi sentirei di dare a queste domande una risposta negativa. Le pieghe che prende la vita sentimentale di Elena lasciano infatti intravedere uno spiraglio di luce in tutto il mare di tenebre che sembra avvolgere l’universo maschile. La relazione che la ragazza intreccia con il giovane Andrea, conosciuto a una festa, si rivela solida e duratura, basata su fiducia e rispetto reciproci. Nell’era del sesso facile e disimpegnato sembra esserci dunque ancora posto per sentimenti veri e profondi.
 

Gli uomini sono tutti traditori

Un viaggio esplorativo in quella fetta di vita segreta che tutti gli uomini hanno, anche quelli più insospettabili, nonostante cerchino di nasconderla o mimetizzarla. Li osservo ed è come se li vedessi nella loro giusta dimensione, con la pistola nelle mutande, pronti a sparare e con la testa colma di farfalle. Indipendentemente
dalla loro figura di potere e importanza, con quell’apparenza così altisonante dietro spessi occhiali o sguardo arcigno, sono sempre alla disperata ricerca di espletare e poi ancora espletare senza nessun pudore o remora, in una tremenda solitudine e desolazione. Mi fanno un po’ pena, così tormentati e soli, sembra che non abbiano nessuno con cui parlare di sé stessi, dei loro stati d’animo, dei loro sentimenti, bisognosi di conforto e rassicurazione, come bambini sbandati alla ricerca di qualcuno che si prenda cura di loro e infine si rifugiano nel sesso a pagamento per dimenticare, evadere e trovare conferme alla loro virilità. Con la loro aria sicura e arrogante dentro abiti scuri, cravatta e ventiquattrore... Poi si spogliano e non rimane più niente, solo disperazione, tristezza e sacche spermatiche da svuotare. Poveri malati di sesso, famelicamente bramosi nella ricerca quotidiana di un nuovo giocattolo che soddisfi i loro desideri. Ogni tanto riusciranno ad avere il tempo di lavorare? Tra lo scorrere sui siti, le telefonate, le varie visite per trovare la ragazza giusta... Ometti disperati che come cercatori d’oro setacciano fiumi di siti e collezionano pepite su pepite.

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